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Psicoterapia e omosessualità

Il disturbo psicologico non conosce né razza né religione, colpisce qualsiasi individuo e nel nostro caso sia omosessuale che eterosessuale. L’omosessualità, per tutto il rispetto per la persona che la vive, rappresenta sempre una diversità in relazione ad un concetto o regola, comune a molte civiltà, che la famiglia è la base della società e questa è formata da un maschio e una femmina uniti in matrimonio. Da questa unione si, "continua la specie", mettendo al mondo dei figli. L’unione sessuale può avvenire solo tra il maschio e la femmina.

Con questa premessa vogliamo dire che non tutti gli omosessuali vivono bene la loro condizione in un ambiente per loro ostile, che può essere la famiglia, gli amici, il datore di lavoro, la chiesa o addirittura loro stessi contro se stessi. Certamente alcuni omosessuali in una società omofobica che ritiene che andrebbero curati e tramutati in eterosessuali, o vengono messi in ridicolo con battute sarcastiche e nomignoli, possono vivere problemi psicologici.

Alcuni problemi psicologici che può vivere l'omosessuale  

  • L’ossessione di essere omosessuali solo perché hanno avuto qualche rapporto omosessuale occasionale durante l’infanzia o l’adolescenza. Questo non significa che trarre piacere da un atto sessuale con un individuo dello stesso sesso, una sola volta e d’adolescente, si è  necessariamente omosessuale.
  • Chi si definisce omosessuale e desidera liberarsi da una condizione che vive come problematica.
  • Un periodo di confusione circa la propria identità e la difficoltà ad affrontare la propria omosessualità.
  • Scoprire di essere omosessuale e vivere la difficoltà ad accettarla.
  • Il disagio di come dichiarare di essere omosessuale ai propri familiari, di solito non è facile.
  • Vivere la propria omosessualità senza sensi di colpa, in modo sereno e alla luce del sole.

La terapia può essere utile in questi casi se è proprio l’omosessuale a chiederci di aiutarlo a risolvere dei conflitti interiori e vivere la propria sessualità quella più congeniale alla propria natura, omosessuale oppure eterosessuale. Un’opportuna psicoterapia può effettivamente dare buoni frutti e aiutare la persona a trovare fiducia in se stessa, vivere serenamente la propria condizione di orientamento sessuale, superare i giudizi negativi della famiglia e della società, recuperare l’autostima e nei soggetti più sensibili e fragili superare un eventuale stato depressivo o manifestazioni d’ansia. E’ ovvio che per ottenere un buon risultato il terapeuta deve avere un atteggiamento rispettoso, neutro, non giudicante nei confronti del cliente per il suo orientamento sessuale e considerare l’omosessualità non una deviazione patologica che deve essere corretta e curata.

 

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